Strategia di comunicazione. È più importante emozionare o analizzare? - Giacomo Cariulo - Web designer WordPress

Strategia di comunicazione. È più importante emozionare o analizzare?

28 Lug 2018 - Web Marketing

Certo che dobbiamo emozionare nella nostra comunicazione!
Ma che stai dicendo! La chiave è tutta nell’analisi!

Questo è uno dei tanti dibattiti a cui assisto durante eventi formativi, workshop, seminari a cui partecipo.
Una guerra di religione senza esclusione di colpi, dove i paladini del messaggio creativo e gli estremisti dell’analisi dei dati si scontrano in difesa delle proprie idee.

Torno a dire una cosa che ripeto continuamente: pensare a compartimenti stagni non porta a nessun risultato.

Comunicazione e Marketing

Partiamo dal distinguere l’attività di comunicazione dall’attività di marketing e dal distinguerne le finalità.
Se da una parte (quella della comunicazione) dobbiamo agganciare le persone, e trattenerle, dall’altra (quella del marketing) dobbiamo misurare il risultato della nostra attività.

L’analisi dei dati

Una strategia di web marketing parte dalla definizione degli obiettivi, dall’individuazione delle persone di riferimento per la nostra offerta, e questa fase deve necessariamente passare attraverso l’analisi del mercato, quella delle persone, delle loro abitudini, del loro linguaggio, dei loro bisogni.

L’emozione

Quando abbiamo individuato chi sono queste persone dobbiamo costruire un messaggio che sia in grado di entrare in empatia con loro. Ecco l’importanza di emozionare. Dobbiamo prendere le persone per mano e accompagnarle in un altro luogo, quello che loro desiderano, di cui hanno bisogno, e qui la componente creativa è protagonista.

Dobbiamo sorprendere, incuriosire, coinvolgere, ma soprattutto rimanere nella memoria delle persone. E non riusciremo a fare nulla di questo se rimaniamo ordinari. Dobbiamo essere straordinari, generare l’effetto WOW!

Pensiamo alle pubblicità delle automobili. Ormai nessuna parla delle caratteristiche del proprio motore, del numero dei cilindri, ma, a seconda delle persone di riferimento, parleranno di spazio, di comfort, di insonorizzazione, di stile di guida, di viaggi, di famiglia.

Prova a guardare questo spot:

Non solo non hai visto mai il prodotto, ma solo alla fine appare il brand. Puoi immaginare come molte persone possano essere rimaste incuriosite da queste immagini, da cosa rappresentasse la gallina e perché fosse sorretta da dei guanti bianchi. Ed è altrettanto probabile che molte persone siano rimaste sorprese dall’associazione di queste immagini e di questa tipologia di colonna sonora con un marchio upperclass come Mercedes.

Ma proviamo a cambiare l’effetto WOW:

Io sto ancora ridendo!
E anche se la presenza di una persona ti aveva già fatto immaginare a qualcosa di diverso, sono sicuro che l’effetto sorpresa è arrivato tutto. Senza svalutare Mercedes, ma più semplicemente, mettendo in risalto una caratteristica differenziante di Jaguar.

Avrai anche notato che non si parla di cosa, ma tutta l’attenzione è sul perché. Lo si fa attraverso la suggestione data dal movimento delle galline, e con l’ironia dell’accostamento al marchio e della risposta del giaguaro.

Tutto ruota sull’emozione: quella generata su chi desidera l’elevato comfort offerto da Mercedes, e quella di chi invece cerca prestazioni e prontezza nella risposta di guida.

Questo è solo uno dei tanti esempi dove l’analisi dei dati, della domanda e della persona di riferimento, va a braccetto con una comunicazione emozionale di forte impatto.

Ecco perché sostengo che l’analisi dei dati, da sola, è insufficiente al nostro obiettivo, e, allo stesso tempo, non possiamo realizzare una comunicazione creativa senza aver fatto una seria analisi delle informazioni.

Di nuovo analisi

E poi mica è finita!

Gli obiettivi di una strategia digitale sono quello quello di individuare ed entrare in relazione con le persone interessate alla nostra offerta, e poi quello di fidelizzarle, di trattenerle, di farle diventare utilizzatrici del nostro prodotto/servizio e, soprattuto di fare in modo che ne parlino bene.

Oggi, la quasi totalità dei contenuti on-line, soprattutto in ambiente social network, è prodotta dalle persone. Dobbiamo considerare le persone parte integrante delle nostre attività, coinvolgerle e generare senso di gratitudine e desiderio di raccontarlo.

Ed è per tutti questi obiettivi che dobbiamo tornare ad analizzare i dati, a comprendere se le reazioni generate sono quelle attese nella strategia iniziale, se la direzione è quella programmata e adeguare la nostra comunicazione a questi risultati.

Le piattaforme digitali ci permettono di analizzare e interpretare tantissimi dati, ma ricordiamoci sempre che dall’altra parte ci sono le persone, e le persone vivono di emozioni.

Non possiamo permetterci di escludere nessuna delle componenti. Analisi e emozione sono gli ingredienti indispensabili per una strategia di comunicazione efficace.

 


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